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Progetti e realizzazioni

Chiesa di San Biagio a Finalborgo

Chiesa di San Biagio a Finalborgo

Adeguamento liturgico 
1° Classificato al concorso nazionale di idee ad inviti

Progettazione architettonica: Alessandro Braghieri con Marta Casanova, Alessia Dal Bò, Valentina Ghedini, Francesca Lasalandra e Giulia Rosatto
Collaborazioni: Luca Cavalca (artista), Ruggero Dalla Mutta (liturgista)
Prestazione: Progettazione di concorso
Ente banditore: Diocesi di Savona-Noli, Savona
Luogo: Piazza San Biagio 1, Finalborgo (SV)
Periodo: 2011
Importo: -

 

La Collegiata di San Biagio a Finalborgo si presenta come un grandioso edificio di architettura barocca, imponente contenitore di opere d’arte e luogo di grande interesse, valorizzato dalle linee architettoniche e dalla luce che entra dalle ampie finestre.
L’intervento proposto muove da un concreto rispetto del luogo, riscontrabile sia nella scelta di un materiale silenzioso e antico come il legno, arricchito da intarsi scultorei in bronzo, ceramica e oro, sia nella forma, dimensione e posizione dei nuovi “oggetti”. Questi non disturbano la lettura degli elementi storici e mettono in evidenza l’intervento, distinguendosi per il linguaggio artistico e architettonico contemporaneo.
L'intervento di adeguamento liturgico elaborato si propone il pieno rispetto e valorizzazione dell’architettura esistente e la totale aderenza alle indicazioni fornite dai documenti del Magistero della Chiesa, che si concretizzano nelle seguenti scelte progettuali: assoluta autonomia e reversibilità dell’intervento, senza alterazioni materiali del contenitore (non è previsto alcun intervento di “tipo edile”); nessuna introduzione di oggetti con forme e materiali che possano stonare con l’armonia dell’insieme; ricerca della “nobile semplicità e verità delle cose” mediante il riordino dello spazio con l’adeguata collocazione dei diversi luoghi della liturgia, strutturando gerarchicamente lo spazio liturgico e i suoi poli (posizione, proporzioni, rapporti mutui); l’adozione di un linguaggio architettonico e artistico silenzioso che non disturbi la ricchezza degli elementi decorativi già esistenti e che non si ponga in contrasto o confronto con questi ma, anzi, ne favorisca la valorizzazione reciproca.
La scelta è quella di offrire un progetto “misurato” che nella semplicità e purezza delle linee e dei materiali si ponga come elemento contemporaneo forte, espressione di una rinnovata spiritualità, chiaramente leggibile come semplicemente “sovrapposto” all’esistente, che non viene alterato.
Punto centrale del progetto è la realizzazione di un nuovo altare di forma quadrata, posto al centro del transetto, sotto la cupola, fuoco visivo dell’architettura e cuore dell’assemblea, intorno al quale disporre gli altri poli e arredi liturgici, definendo così una nuova area presbiterale, distinta da quella storica. Questa soluzione, che conferisce la necessaria centralità all’area, permette di mantenere vivo il contatto con l’assemblea, ma al contempo mette in evidenza i tre luoghi eminenti del presbiterio stesso, senza pregiudicare la visione di quello antico, eventualmente da riconvertire ad altro uso.
Le scelte sono motivate da criteri architettonici, liturgici e artistici, non scindibili ed analizzabili separatamente in quanto fusi, dissolti e risolti nel progetto risultante: la scultura non prevale sull’architettura e gli interventi non si pongono in contrasto o a confronto con il passato.