Accedi al sito
Serve aiuto?

Progetti e realizzazioni

Cattedrale di Santa Maria Assunta ad Acerra

Cattedrale di Santa Maria Assunta ad Acerra

Adeguamento liturgico
Progetto segnalato al concorso nazionale di idee in due fasi

Progettazione architettonica: Alessandro Braghieri con Francesca Lasalandra e Giulia Rosatto
Collaborazioni: Luca Cavalca (artista), Maria Grazia Di Natale (Storica dell'arte), Ruggero Dalla Mutta (liturgista)
Prestazioni: Progettazione di concorso
Ente banditore: Diocesi di Acerra,  Acerra (NA)
Luogo: Piazza Duomo 7, Acerra (NA)
Periodo: 2010
Importo:

 

Il progetto di adeguamento liturgico elaborato si propone la ricerca della “nobile semplicità e verità delle cose” riordinando lo spazio con un’idonea collocazione dei diversi luoghi della liturgia, strutturando gerarchicamente lo spazio e i poli (posizione, proporzioni, rapporti mutui), e adottando un linguaggio architettonico e artistico semplice e chiaro.
Punto centrale del progetto è la realizzazione del nuovo presbiterio, posto al centro del transetto, sotto la cupola, fuoco visivo dell’architettura e cuore dell’assemblea, nel quale e intorno al quale disporre i poli liturgici. Il nuovo presbiterio, di forma quadrata e delimitato dai quattro pilastri che sorreggono la cupola, è rialzato di quattro gradini rispetto al pavimento delle navate e di uno rispetto a quello del vecchio presbiterio. Il pavimento è quello attuale dell’area, smontato e ricollocato in posizione rialzata.
La struttura dello spazio è caratterizzata dalla sequenza verticale data dalla cupola con funzione di ciborio, dalla quale entra la Luce che illumina la nuova croce appesa sopra l’altare, con Cristo Crocifisso glorioso, e il piano dell’altare stesso.
La luce, che dal cielo invade lo spazio, illumina la nuova croce e l’altare sottostante, che viene avvolto da una preziosa finitura del piano e dei lati in oro, simbolo di purezza e perfezione assoluta. Il nuovo altare, un parallelepipedo a base quadrata realizzato in pietra, si impone quale centro focale di tutta la chiesa, intorno al quale si organizzano gli altri poli liturgici e gli spazi per coloro che celebrano, gerarchicamente disposti. Da esso si generano, inoltre, correlazioni simboliche con l’arredo del resto della chiesa. La luce che si irradia dall’altare si diffonde nello spazio circostante “segnando” gli altri poli liturgici: i raggi di luce toccano gli oggetti materializzandosi in intarsi in ceramica e oro praticati nella pietra grezza che li costituisce.
L’unico altare è quindi il “centro”, dal quale si irradia la Luce di Dio, che da senso e vita alle cose e nel quale convergono le linee orizzontali del nostro cammino terreno (identificate dagli assi dei percorsi in pianta) e l’asse verticale (sulla direttrice altare/croce/cupola) verso Dio.
L’ambone è collocato sul lato sinistro del presbiterio, sulla diagonale che, attraverso l’altare, lo collega alla cattedra episcopale. Rialzato di due gradini in modo da essere una nobile, stabile ed elevata tribuna, si protende verso il popolo situato nella navata principale ed è affiancato dal candelabro per il cero pasquale. Per posizione e emergenza si pone come ideale cerniera tra il presbiterio e i luoghi dell’assemblea.
La cattedra episcopale, collocata sul presbiterio, fronteggia l’ambone ed è orientata in modo da poter essere ben vista dal Popolo di Dio disposto nella navata e nelle zone adiacenti il nuovo presbiterio, tra cui lo spazio dove sarà collocata la cantoria.
Le ragioni della soluzione prescelta sotto il profilo localizzativo e funzionale sono motivate da criteri architettonici, liturgici e artistici, non scindibili ed analizzabili separatamente in quanto fusi, dissolti e risolti nel progetto risultante. Il linguaggio architettonico-artistico scelto propone una lettura semplice e innovativa degli spazi, consentendo la duplice lettura del contenitore storico e del nuovo arredo, in modo che i due soggetti si integrino armonicamente senza sovrapposizioni improprie.
Tutti gli “oggetti” liturgici sono realizzati in pietra naturale di colore grigio-beige con intarsi in ceramica e oro che, toccati dai raggi di luce che si irradiano dal Crocifisso e dall’altare.
Tutte le forme sono giocate sulle proporzioni del quadrato e del rettangolo aureo e gli oggetti sono pensati come blocchi monolitici.
Il rapporto tra arte e architettura risulta estremamente equilibrato grazie alla collaborazione tra tutti i componenti del gruppo di lavoro; il linguaggio che ne deriva è particolarmente armonioso, limpido e contemporaneo. Non spiccano virtuosismi eccentrici, né architettonici né scultorei, ma emerge un unico progetto esteticamente e stilisticamente equilibrato e bilanciato.