Accedi al sito
Serve aiuto?

Progetti e realizzazioni

Cattedrale di Santa Maria del Bosco a Cuneo

Cattedrale di Santa Maria del Bosco a Cuneo

Adeguamento liturgico
Concorso nazionale in due fasi

Progettazione architettonica: Alessandro Braghieri con Giulia Bisagno, Valentina Ghedini e Davide Erriu
Collaborazioni: Luca Cavalca (artista), Andrea Grillo (liturgista), Paola Martini (Storica dell'arte)
Prestazioni: Progettazione di concorso
Ente banditore: Diocesi di Cuneo, Cuneo
Luogo: Via Roma, Cuneo
Periodo: 2016
Importo:

 

L’intervento di adeguamento progettato si propone di risolvere le incongruenze presenti all’interno dello spazio liturgico della Cattedrale, derivanti da “adeguamenti” susseguitisi nel tempo che non rispecchiano i requisiti raccomandati dai documenti post-conciliari del magistero ecclesiale e che ostacolano l’autentica esperienza ecclesiale “qui e ora”.
Il progettosi articola sui seguenti principi generatori: centralità dell’altare, simbolo di Cristo e luogo di incontro tra Dio e il suo Popolo, punto focale dal quale non dobbiamo mai distogliere lo sguardo;
 ordine e misura nella disposizione dei poli liturgici e nell’organizzazione dell’assemblea al fine di ottenere una chiesa “bella e ordinata”, nella quale ogni figlio di Dio abbia il suo posto attorno al Signore; armonia e integrazione tra le forme e i materiali esistenti e le nuove strutture; piena reversibilità dell’intervento; linguaggio contemporaneo, caratterizzato dalla sobrietà e semplicità delle forme.
La centralità dell'altare, simbolo di Cristo, posto in posizione rialzata al di sotto della cupola con gli altri poli liturgici e le panche per i fedeli disposte intorno, comporta che: la mensa è sempre ben visibile, divenendo centro e cuore dell’assemblea attorno al cui ruotano le liturgie e le attività che si svolgono in chiesa; l’altare, illuminato dalla luce che scende dalla cupola, diventa soglia/contatto/tramite tra i fedeli e Dio Padre nell’alto dei cieli; la centralità e verticalità del Signore sono enfatizzate anche dalla luce che si irradia dall’alto, mentre l’orizzontalità dell’assemblea evidenzia la pari dignità di ogni partecipante.
La disposizione centrale dei poli liturgici favorisce così la “attiva”, “effettiva”, “piena”, “comunitaria” e “facile” partecipazione alla liturgia dei fedeli e il “fare comunità” attorno all’altare e ai ministri, oltre a far sì che la Parola sia proclamata non solo per l’assemblea, ma anche per il presidente, che deve esserne edificato per poter guidare il Popolo e celebrarne i misteri.
Ambone, cattedra e sede vescovile sono equidistanti dall’altare, mentre fonte battesimale e confessionale sono collocati in due luoghi distinti, ma in stretta relazione sia tra loro che con l’altare stesso; il riutilizzo e l'adeguamento del pulpito come ambone, dotato di leggio e connotato simbolicamente come roveto ardente, contribuisce al recupero di un arredo ingombrante e inutile e fa risaltare la dimensione sacramentale della Parola. Infine, la nuova gradinata della cantoria ricalibra la lunghezza della chiesa lungo l’asse ingresso-coro e consente di conservare il vecchio altare, posto al di sotto della stessa.
Il linguaggio architettonico-artistico è improntato alla sobrietà, all’essenzialità e all’armonia delle forme, intese come essenza delle cose, privilegiando il necessario ed eliminando ogni segno superfluo.
La pedana centrale e i gradini di accesso al pulpito-ambone sono in marmo rosso come gli intarsi a pavimento e si connotano per le forme elementari; i poli liturgici e i candelabri, pensati come monoliti compatti, sono in legno massello di acero patinato di bianco, arricchito con inserti in foglia d’oro; l’altare e la croce soprastante in bronzo, nella loro verticalità e tensione del Figlio verso il Padre, enfatizzata dalla luce che scende dall’alto e che illumina le superfici chiare degli arredi, concorrono a creare un’atmosfera rarefatta e suggestiva; cattedra e sede sono parallelepipedi in legno impreziositi dalle sedute in cuoio rosso paonazzo (vescovo) e marrone (sacerdote).
Infine, il progetto di adeguamento comporta lo spostamento in posizione idonea delle due statue collocate all’ingresso, nell’ottica di un generale “riordino” delle devozioni.