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Laboratorio architettura e urbanistica Alessandro Braghieri architetto

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LAVORI >> Conservazione programmata

Oggi, nella conservazione dei beni culturali edificati, è divenuta quanto mai attuale la celebre frase di John Ruskin << Prendetevi cura solerte dei vostri monumenti e non avrete alcun bisogno di restaurarli >>, contenuta in “Le sette lampade dell'architettura” del 1849. Si ritiene, infatti, che un sistema di piccoli interventi, limitati e poco invasivi, eseguiti con regolarità, sia preferibile e più efficace di “grandi” restauri da attuare una tantum.

Tale politica di conservazione dei beni edificati, è comunemente detta “manutenzione preventiva e programmata” e si attua tramite il monitoraggio e l’esecuzione di piccole azioni di cura dei manufatti, continue nel tempo, organizzate secondo un programma operativo.

 

Tale azione manutentiva porta una serie di evidenti vantaggi:

 

1)     Economicità

Complessivamente, nell’arco della vita utile degli edifici (ivi compresi i beni culturali), l’esecuzione di piccole opere di manutenzione, programmate secondo le peculiarità dell’immobile, costa molto meno rispetto agli interventi di restauro, comunemente intesi, che spesso diventano indispensabili proprio a causa della mancanza, nel tempo, di piccoli interventi di cura.

 

2)     Conservazione del bene immobile

Il monitoraggio e la “cura” costanti, analogamente a quanto avviene in ambito medico, servono a prevenire il “degrado patologico” degli edifici (evidenziando tempestivamente l’insorgere dei guasti e dando, quindi, la possibilità di intervenire subito per eliminarli) e, allo stesso tempo, a rallentare l’inevitabile “degrado naturale”. Si conservano così sia il manufatto pervenutoci, sia il paesaggio del quale fa parte, che non viene alterato nella sua immagine.

 

3)     Sostenibilità

L’attuazione di piccole azioni manutentive diluite nel tempo, anziché rilevanti interventi di restauro, ha una positiva ricaduta ecologica, comportando una sensibile diminuzione sia nell’impiego di materiali e di energia (quindi un risparmio di risorse), sia del quantitativo di rifiuti da discarica e dell’inquinamento. Inoltre, banalmente, il mantenimento dei vecchi edifici diminuisce la necessità di costruirne di nuovi, limitando così, anche il consumo di suolo.

 

Con l’obiettivo di promuovere questa “filosofia”, lo studio si è organizzato quale struttura tecnica idonea per sviluppare programmi per l’attuazione di interventi di manutenzione preventiva e programmatadegli immobili.

 

Al fine della predisposizione delle azioni necessarie per allungare la vita utile degli edifici, per garantirne la fruizione in sicurezza e la manutenibilità, si propone un contratto decennale per l’esecuzione di attività di controllo, programmate in base alle effettive necessità e, comunque, con cadenza non inferiore a un anno, funzionali alla comprensione delle dinamiche relative all’evolversi dei fenomeni d’uso e di degrado degli stessi. Previa stesura di un documento analitico relativo allo stato attuale degl’immobili, i rapporti delle visite ispettive, atti a “fotografarne”, passo dopo passo, lo stato generale e delle varie parti, serviranno da base conoscitiva per la programmazione delle diverse attività, in relazione alle caratteristiche dei beni e dei relativi contesti.

 

Ne scaturirà la programmazione, definita anche in base alle risorse dedicabili, delle seguenti tipologie di interventi:

-       Interventi di manutenzione ordinaria (pulitura di canali di gronda, eliminazione di vegetazione, ecc.);

-       Interventi di sostituzione e/o riparazione di elementi ammalorati;

-       Interventi urgenti di messa in sicurezza (opere provvisionali, puntellamenti, ecc.);

-       Interventi di riqualificazione (restauro architettonico, consolidamento strutturale, adeguamento impianti).

 

Parallelamente, l’attività di monitoraggio andrà a costituire un archivio ordinato dei documenti riguardanti gli immobili e delle informazioni necessarie per la conoscenza dell’evoluzione dei fenomeni, utile per calibrare meglio gli interventi successivi.

Tale servizio può, indifferentemente, essere svolto sia su edifici di nuova costruzione, sia recentemente restaurati, sia in cattivo stato di conservazione.

Quanto ci si propone è in piena sintonia con gli auspici della comunità scientifica a livello internazionale, in materia di tutela del patrimonio architettonico che nei “Principi per la conservazione ed il restauro del patrimonio costruito” della Carta di Cracovia del 2000 scrive che << La manutenzione e la riparazione sono una parte fondamentale del processo di conservazione del patrimonio. Queste operazioni devono essere organizzate tramite la ricerca sistematica, le ispezioni, il controllo, il monitoraggio e le prove. Il possibile degrado deve essere previsto e descritto, nonché sottoposto ad appropriate misure di prevenzione >>.”


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